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Inquinamento, tela e ragnatela

 

di Antonio Facchiano

I dati parlano chiaro: l’effetto dell’inquinamento atmosferico sulla salute dell’uomo (e dell’intero pianeta) appare essere ben superiore a quanto stimato negli anni scorsi. Un dato spicca su tutti. I morti per inquinamento sarebbero il doppio di quanto calcolato pochi anni or sono. Lo afferma uno studio pubblicato sulla rivista European Heart Journal (https://academic.oup.com/eurheartj/article/40/20/1590/5372326).

Il nuovo studio fissa a circa 800mila le morti direttamente attribuibili all’inquinamento atmosferico in Europa, ogni anno, prevalentemente morti per cause cardiovascolari.   Morti che non ci sarebbero se l’inquinamento fosse assente. Sofferenze personali e costi sociali incalcolabili, che si potrebbero evitare. Paradossalmente l’urgenza del problema può apparire ridotta da queste cifre enormi, perché il problema potrebbe sembrare un fenomeno naturale non gestibile. Invece esistono precise responsabilità e specifiche azioni che si potrebbero fare per ridurre questi numeri.

L’Italia ha 77 procedure di infrazione aperte a suo carico per violazione del diritto dell’Unione o per mancato recepimento delle direttive europee (dati aggiornati a ottobre 2019, riportati al link http://eurinfra.politichecomunitarie.it/ElencoAreaLibera.aspx). Ben 19 sono ad oggi le infrazioni per la materia “ambiente”. Strategie verdi e politiche ecosostenibili sono praticabili e ben note, ma interessi economici contrari, mancata lungimiranza e ignoranza paralizzano le decisioni che pure andrebbero prese alla svelta.

Sebbene sia certamente lecito non essere d’accordo con alcune norme comunitarie, resta il fatto che la infrazione a queste norme espone al rischio di multe milionarie che rappresenterebbero, dopo il danno, anche la beffa, per i cittadini che muoiono e che pagano le tasse con cui verranno pagate quelle multe.

Al di là delle posizioni ideologiche, qui parlano i numeri. Il numero ti parla all’orecchio; non ci puoi litigare con un numero. Lo puoi solo conoscere, o non conoscere.E dunque l’inquinamento (atmosferico e non) è la ragnatela nella quale restiamo intrappolati, vittime della colpevole ignoranza o miopia o disinteresse per i temi della salute ambientale; ma è anche la tela di Penelope, con una mano aggravato dalle attività umane fuori controllo, e con l’altra mano combattuto attraverso le (inefficaci) infrazioni europee.

800mila morti per inquinamento in Europa sono davvero francamente troppi. Anche 1 solo morto sarebbe troppo.  Aumentare e diffondere la consapevolezza di questo tema, in un paese trafitto da temi ambientali come quelli di Taranto, della terra dei fuochi, di Marghera e di altri punti critici della nostra penisola, è un obiettivo minimo da porsi e sul quale lavorare senza sosta.

 
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